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ago 07
2010
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Era tempo che non passavi tutta una giornata fuori dalla mattina dritto fino all’aperitivo del tramonto su un muricciolo di fronte al mare blu. Era tempo che non sentivi l’estate fin dentro le scarpe e sulla schiena, il sale sulle labbra e il sole negli occhi. Il necessario in uno zaino, maniche corte e braccia di pelle abbronzata e peluria chiara. Cinque o sei bagni in una sola sessione, a galleggiare al fresco, costumi col sale seccato e capelli arruffati, occhiali da sole salmastrosi. Era tempo che non ti sentivi così leggero, volutamente leggero, ostinatamente leggero, ricacciando le stronzate che ogni tanto ritornano a volerti far venire il malumore.
Citando un’amica, “mi piace la mia vita”.
E qualsiasi cosa arriva, me la prendo come viene.
