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Torre del Lago, dove l’estate parla ancora LGBTQ+: il viaggio di LGBT World nel cuore del Mamamia
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Dalla spiaggia del MamaBeach agli aperitivi e agli spettacoli del Baddy, fino alle notti del Mamamia: la responsabile di LGBT World Alice P., in vacanza a Torre del Lago Puccini, ha incontrato da vicino una delle realtà storiche dell’accoglienza LGBTQ+ italiana.
Ci sono luoghi nei quali la presenza LGBTQ+ è legata soprattutto a un evento, a una serata o ai giorni di un Pride. E poi ci sono luoghi nei quali quella presenza, con il trascorrere degli anni, è entrata nella storia e nell’identità stessa del territorio.
Torre del Lago Puccini è uno di questi.
In questi giorni LGBT World ha avuto anche l’occasione di conoscerla da vicino attraverso l’esperienza diretta della propria responsabile, Alice P., che sta trascorrendo alcuni giorni di vacanza nella località toscana.
Una vacanza che si è trasformata anche nell’occasione per osservare personalmente una realtà della quale, soprattutto all’interno della comunità LGBTQ+ italiana, si parla da oltre vent’anni: quella sviluppatasi sulla Marina di Torre del Lago intorno al Mamamia, al MamaBeach e al Baddy.
Tre luoghi differenti, tre modi diversi di vivere una giornata estiva, ma una stessa idea di fondo: creare spazi nei quali poter stare insieme con libertà.
Una storia che viene da lontano
Per comprendere quello che oggi accade lungo Viale Europa bisogna guardare indietro.
Torre del Lago aveva sviluppato una particolare relazione con il turismo omosessuale già molto prima della nascita dei locali che oggi conosciamo.
La spiaggia della Lecciona e la Marina erano frequentate dalla comunità gay già tra gli anni Sessanta e Settanta e, alla fine degli anni Novanta, proprio qui prese forma l’esperienza di Friendly Versilia, che contribuì a trasformare la presenza LGBTQ+ sul territorio in una vera proposta di accoglienza turistica.
È in questo contesto che nel 1999 nasce il Mamamia, fondato da Christian Panicucci e Alessio De Giorgi.
Quello che inizialmente era un locale destinato alla nightlife sarebbe diventato negli anni qualcosa di molto più grande.
Drag queen, musica, spettacoli, grandi ospiti, concorsi, manifestazioni, appuntamenti dedicati alla comunità lesbica e iniziative legate alla visibilità LGBTQ+ hanno contribuito a fare del Mamamia uno dei nomi più riconoscibili dell’estate queer italiana.
Ma soprattutto hanno contribuito a creare qualcosa che non si può misurare soltanto attraverso il numero delle serate organizzate: un luogo nel quale intere generazioni di persone LGBTQ+ hanno potuto incontrarsi, conoscersi e mostrarsi senza dover chiedere il permesso di essere ciò che sono.
L’esperienza diretta di LGBT World
È proprio questo aspetto ad aver colpito Alice durante la permanenza a Torre del Lago.
La responsabile di LGBT World ha visitato il Baddy in due diverse occasioni.
La prima durante uno degli appuntamenti organizzati sulla terrazza del locale.
La seconda nella serata di sabato 15 agosto, Ferragosto, quando è tornata al Baddy (ultimo giorno di vacanza) per un aperitivo e ha avuto modo di incontrare personalmente lo staff.
Un incontro semplice e informale che ha permesso però di osservare da vicino ciò che spesso le fotografie promozionali non riescono completamente a raccontare: il rapporto tra chi lavora nel locale, gli artisti e le persone presenti.
Alice ha voluto anche fotografare lo staff del Baddy incontrato durante il suo aperitivo, portando con sé un piccolo ricordo di questa esperienza.
Non soltanto professionisti dietro un bancone, quindi, ma persone che contribuiscono ogni giorno a costruire l’atmosfera di un luogo.
Ed è forse proprio questa dimensione quotidiana ad aver maggiormente colpito la nostra responsabile.
Perché l’inclusione non passa necessariamente attraverso grandi dichiarazioni.
A volte passa attraverso qualcosa di molto più semplice: entrare in un locale, sedersi, ordinare qualcosa, parlare con chi si trova accanto e percepire che nessuno deve giustificare la propria presenza.

Ferragosto tra MamaBeach e Baddy
La giornata di sabato 15 agosto ha permesso ad Alice di attraversare due anime differenti dello stesso universo.
Alle 17:00 il MamaBeach ospitava il Beach Party previsto dal programma del Torre Pride Fest.
Alice era presente e ha potuto osservare personalmente l’atmosfera della festa.
Il MamaBeach rappresenta la dimensione diurna di questa esperienza: mare, spiaggia, musica e socialità all’interno di uno stabilimento che ha fatto dell’accoglienza LGBTQ+ uno degli elementi della propria identità.
È un dettaglio importante.
Perché per molti anni gli spazi LGBTQ+ sono stati soprattutto luoghi notturni: discoteche e locali nei quali ritrovarsi quando il resto della città andava a dormire.
Qui l’esperienza è differente.
La visibilità comincia alla luce del sole.
Si può trascorrere una giornata sulla spiaggia, incontrarsi, prendere qualcosa al bar, partecipare a un evento e continuare successivamente la serata negli altri locali della Marina.
Terminato il passaggio al MamaBeach, la giornata è proseguita infatti al vicino Baddy.
Al Baddy l’incontro con “La Comida”
Alle 19:00, come indicato nel programma del Torre Pride Fest, al Baddy era previsto La Comida.
Ed è qui che l’aperitivo si è trasformato in spettacolo.
Alice ha incontrato i due performer drag protagonisti dell’animazione, che con costumi, personaggi, ironia e interazione diretta con le persone presenti hanno accompagnato il pubblico durante l’aperitivo.
Niente distanza tra palco e spettatori.
La performance entrava tra i tavoli, dialogava con le persone e trasformava il locale stesso nello spazio scenico.
È una forma di intrattenimento che appartiene profondamente alla tradizione queer: giocare con i ruoli, esagerarli, capovolgerli, usare costume e ironia per mettere in discussione ciò che normalmente consideriamo serio, immutabile o persino “normale”.
E “La Comida” non sembra essere un episodio isolato della stagione 2026.
Il format era infatti già presente nella programmazione della LesWeek 2025, quando veniva annunciato proprio al Baddy per l’aperitivo della domenica.
Segno di una continuità artistica che lega gli spettacoli drag alla vita ordinaria del locale.
Baddy: non soltanto il locale prima della discoteca
Ridurre il Baddy a una semplice tappa prima di andare a ballare sarebbe però sbagliato.
Il locale, in Viale Europa, fa parte stabilmente del circuito Mamamia e propone aperitivi, musica, spettacoli dal vivo, drag show e appuntamenti dedicati alla socialità LGBTQ+.
Durante l’estate assume una funzione particolarmente interessante.
È quasi una zona di passaggio tra la spiaggia e la notte.
Si arriva magari ancora vestiti da mare, ci si ferma per un aperitivo, si incontra qualcuno, comincia uno spettacolo e, quasi senza accorgersene, la giornata diventa serata.
Alice lo ha sperimentato personalmente nelle sue due visite.
Ed è probabilmente uno degli aspetti più belli di questa parte di Torre del Lago: non sembra necessario programmare continuamente il divertimento perché sono i luoghi stessi a comunicare tra loro.

E quando arriva la notte c’è il Mamamia
Pochi passi più avanti c’è il luogo dal quale buona parte di questa storia è partita.
Il Mamamia.
Dal 1999 il locale ha attraversato generazioni, mode musicali, trasformazioni della società italiana e persino profondi cambiamenti nel modo stesso in cui la comunità LGBTQ+ si racconta.
Nel frattempo sono cambiate anche le battaglie.
Quando il Mamamia muoveva i primi passi, in Italia non esistevano ancora le unioni civili.
La visibilità pubblica delle coppie omosessuali era molto diversa da quella odierna e internet non aveva ancora creato gli enormi spazi virtuali di incontro che conosciamo.
I locali LGBTQ+ avevano quindi una funzione sociale ancora più forte: erano luoghi nei quali era materialmente possibile trovare una comunità.
Oggi quella necessità si è trasformata, ma non è scomparsa.
Perché avere centinaia di contatti sui social non equivale necessariamente ad avere uno spazio fisico nel quale sentirsi parte di qualcosa.
Ed è forse questa una delle ragioni per cui il Mamamia continua ad avere senso dopo più di venticinque anni.
Un piccolo ecosistema queer sulla Marina
Osservati insieme, MamaBeach, Baddy e Mamamia raccontano infatti qualcosa di più interessante rispetto ai singoli locali.
Rappresentano tre momenti della stessa giornata.
MamaBeach è il giorno.
È il mare, il sole, la spiaggia e la libertà di vivere apertamente uno spazio LGBTQ+ senza aspettare che faccia buio.
Baddy è l’incontro.
È l’aperitivo, la conversazione, lo spettacolo drag che arriva tra i tavoli, la possibilità di conoscere persone e cominciare insieme la serata.
Mamamia è la notte.
È il grande spettacolo, la musica, il ballo e quella dimensione collettiva che per decenni ha caratterizzato la nightlife LGBTQ+ italiana.
Tre esperienze differenti che, concentrate in poche centinaia di metri, finiscono per creare qualcosa di raro nel nostro Paese.
Non semplicemente un locale gay.
Un territorio nel quale la presenza LGBTQ+ diventa visibile nello spazio pubblico.
Il valore di poter essere semplicemente se stessi
Naturalmente nessun luogo è perfetto e nessuna località può rappresentare da sola l’intera comunità LGBTQ+, che oggi è enormemente più complessa, plurale e intergenerazionale rispetto a quella di venticinque anni fa.
Ma proprio per questo realtà come quella di Torre del Lago meritano di essere osservate e raccontate.
Perché testimoniano un pezzo della nostra storia.
Prima delle app, prima dei social network, prima delle unioni civili, prima che Pride e bandiere arcobaleno diventassero elementi familiari anche nella comunicazione delle grandi aziende, esistevano luoghi fisici nei quali incontrarsi significava anche affermare pubblicamente la propria esistenza.
Torre del Lago è stata uno di quei luoghi.
E continua, a modo suo, ad esserlo.
La presenza della nostra responsabile Alice durante questi giorni di vacanza ha permesso a LGBT World di vedere quella realtà non attraverso un comunicato stampa, ma attraversandola.
Dal Beach Party del MamaBeach all’aperitivo del Baddy.
Dallo staff incontrato dietro il bancone alle performance drag de La Comida.
Dalla terrazza del Baddy alle luci del Mamamia.
Da Torre del Lago, un piccolo grazie
LGBT World vuole quindi rivolgere un saluto allo staff del Baddy incontrato dalla nostra Alice durante questi giorni e alle persone che lavorano quotidianamente nelle diverse realtà del circuito.
Dietro ogni serata riuscita ci sono baristi, tecnici, performer, drag queen, DJ, organizzatori, personale di sicurezza e tante altre persone che spesso rimangono fuori dalle fotografie.
Sono loro che trasformano un edificio, una terrazza o uno stabilimento balneare in un luogo nel quale qualcuno può creare un ricordo.
Per LGBT World questa esperienza è stata soprattutto la conferma di qualcosa che vale la pena ricordare: gli spazi LGBTQ+ non sono importanti soltanto perché permettono di divertirsi. Sono importanti perché consentono alle persone di incontrarsi.
E ogni volta che qualcuno entra in uno di questi luoghi e può semplicemente prendere un aperitivo, ridere davanti a una drag queen, ballare con la propria compagna o il proprio compagno, conoscere nuove persone o starsene tranquillamente seduto senza domandarsi come verrà guardato, quella libertà apparentemente piccola racconta una storia molto più grande.
Una storia alla quale Torre del Lago, il Mamamia, il MamaBeach e il Baddy hanno dato – e continuano a dare – il loro contributo.
La Redazione di LGBT World
Foto: LGBT World / Alice P. – Torre del Lago Puccini, agosto 2026


